Che Te Lo Scrivo a Fare

Guardo

La Verità sul Casting Harry Quebert

Ho letto, nelle ultime settimane, La Verità sul Caso Harry Quebert. Un libro che, presumo, qualcuno tra voi ha letto un anno fa quando andava di moda. Qualcun altro mai leggerà. Ma tranquilli, non sto per fare nessuna recensione. Sto solo per mettermi nei panni di Ron Howard, regista del film che sarà tratto dal libro, per provare a immaginare quali attori chiamerei per fare questo film.

Il post, quindi, è per quei tre lettori che il libro l’hanno letto. Ma non solo. Perché se proprio ci tieni e ormai ti sei affezionato a ciò che scrivo, puoi anche procedere nella lettura. Procedi anche se il libro non l’hai letto ma vuoi farlo, e sei così pigro da non aver voglia di immaginarti che facce hanno i personaggi e vuoi usare quelle che sto per darti io. Il finale non te lo rovino. Promesso.

Ora, spiegato perché tu leggi, ti spiego perché io la scrivo, questa cosa:

  1. Scrivo questa cosa così da poter mettere un link a questo post in cui già ho fatto una cosa simile
  2. Scrivo questa cosa così fra un anno e mezzo quando esce il film mi posso pavoneggiare linkando a questo post

Adesso, evitando di scrivere altre volte “questa cosa”, ecco i miei candidati ideali per il casting del film tratto da La Verità sul Caso Harry Quebert di Joël Dicker: il giovane protagonista, Marcus Goldman me lo vedo interpretato da Chris Pratt. Uno che in programma ha l’uscita nel prossimo giugno di Jurassic World, il seguito di Guardians of The Galaxy, un remake – ma per ora sono solo voci – di Indiana Jones e un reboot dei Magnifici Sette, Uno che, direte voi, potrebbe pensare, “ma perché se posso fare film nello spazio, tra i dinosauri e alla ricerca di arche perdute e rubate dai nazisti devo andare a fare il film tratto da un romanzo giallo?”. Perché sei bravo, Chris, gli risponderei. Perché oltre ai pettorali e al sorrisone che fa sciogliere le aliene verdi, sei davvero un bravo attore. Perché poi quel fisco servirebbe anche. Perché il Marcus Goldman del libro è, oltre che scrittore, pugile.

Bene. Arruolato il protagonista, serve il comprimario per quello che sarà il film di Ron Howard. Anzi, due. Perché nel libro l’Harry Quebert del titolo è prima giovane e poi vecchio. Per il giovane Harry sceglierei Ryan Gosling; per l’Harry vecchio chiamerei Robert Redford. I due secondo me si assomigliano. I due, secondo me, sono attori splendidi.

I tre principali attori maschi ci sono. Resta Nola Kellergan: bionda, quindicenne. Innocente ma già seducente. Una che, come sempre accade quando un ruolo chiave prevede un’attrice giovane, se non va bene lei non va bene il film. Il suo ruolo sarà complicato, delicato. E proprio così dovrà essere l’attrice: delicata e complicata. E allora la scelgo che ha un po’ più di 15 anni, ma almeno so che sa recitare. E prendo Elle Fanning, quella di Maleficient, quella che secondo me tempo 2-3 anni diventa un’attrice ancora migliore di quella che già è.

Finiti i personaggi principali mancano gli altri: non protagonisti ma nemmeno secondari. Nel ruolo di Travis Dawn, uno che deve sembrare un po’ timido e un po’ pazzo, ci metto uno poco conosciuto, ma molto promettente: Jimmi Simpson. L’hacker di House of Cards, uno di quelli con quella faccia che non sai mai che età dargli. E proprio per questo a lui farei fare il doppio ruolo: il giovane Travis Dawn e il vecchio Travis Dawn. Truccatrici, dateci dentro. Manca Jenny Dawn. La bella collega di Nola. E visto che sto giocando di fantasia, lei vorrei la facesse Jennifer Lawrence. È un ruolo piccolo, ma è un bel ruolo. Bellissimo, se davvero fosse lei a interpretarlo. Resta Luther Caleb: artista e autista dal volto sfigurato. E visto che ormai con i ruoli drammatici sembra averci preso gusto, ci metterei Steve Carell. Il ruolo del ricco capo di Steve – Caleb – Carell lo affiderei invece a Robert Downey Jr. Perché come sa fare il ricco lui, nessun altro. E poi perché ha la giusta faccia per interpretare uno a cui non sai mai se credere del tutto. Ultimo spazio in questo breve e parziale casting va lasciato al ruolo, alla madre del protagonista. La protagonista, a sua volta, delle frequenti e sempre inutili telefonate che saranno un ottimo intermezzo per le scene più cupe e serie del mio film film di Ron Howard se gli attori potessi sceglierli io. Ce l’ho. Trovata. Judi Dench. Sarebbe perfetta.

Ecco, bene. Il casting è finito. Giusto quei 150 milioni di dollari per pagare gli attori, ed è fatta.

Prego, Ron Howard. Quando vuoi io son qui.

2 Commenti La Verità sul Casting Harry Quebert

  1. Anonimo

    Ho letto il libro (finito esattamente ieri in meno di una settimana da quanto mi è piaciuto..), e devo dire che concordo pienamente sulla scelta degli attori!

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  2. Anonimo

    Ma per favore Nola non può è essere interpretata dalla fanning, non sa recitare e non è coerente con il personaggio descritto dal libro. Io vedrei molto di più Sophia Robb nel ruolo di Nola!

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