Che Te Lo Scrivo a Fare

Navigo

Montañita, Miércoles 27 de Mayo 22.02h

Alle otto di una giornata quasi conclusa visi stanchi di persone annoiate sedute sui sedili di plastica blu dell’ultimo bus giallo verso il sud di Quito fanno a pugni con le infradito infilate nello zaino e la tavola da surf sotto l’ascella del mio amico argentino che a ritmo di Reaggaeton e rum ecuadoriano cerca di convincermi che fare coming out non è niente di male e che se anche non mi capisce perché a me piacciono le femmine e lui una concha non l’ha forse nemmeno mai vista sarebbe buona cosa confessare al mondo quel che lui crede sia realtà e che invece non lo è.

Alle otto di una giornata appena iniziata osservo la macchia di sangue (de amor mujer o omicidio eso no se sabe) sulle lenzuola lilla cambiate l’ultima volta quando ancora a Montañita c’erano gli hippie veri e non solo guapisimos gringos con i rasta biondi e penso che forse il peso di due persone su un solo materasso non sia stata l’idea mas genial del mundo e vorrei tanto andare in bagno se non che quella tenda da doccia che funge da porta mi mette giusto un poco de verguenza.

Alle otto del giorno dopo il sole mi bacia dopo dieci ore di bus e una pelicula que piuttosto-preferisco-morire mentre cammino verso un vicolo cieco aspettando un taxi che non arriverà mai maledicendo i miei piedi scottati e lo zaino che pesa tanto quanto il pensiero che l’acqua calda a casa è di nuovo finita e io non mi sono ancora tolta il costume e quella sabbia tra i capelli che non riuscirò mai a pettinare e la revisione della tesi con il prof al profumo di crema solare protezione 50 per pelli europee che testimonia il mio fin de semana impegnato in qualcosa che con la tesi ha poco a che fare.

Alle otto del giorno dopo quando il sole sarà già andato via il mio massimo desiderio non saranno trofie al pesto vino rosso e mandarini ma matite colorate qualcuno da abbracciare lenzuola profumate e una manzanilla con miel mentre fuori la luna sorride seduta come lo Stregatto di Alice.

 

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