Che Te Lo Scrivo a Fare

Cito

Dillo con Parole Loro

Usa le loro parole, quelle degli altri. Usiamole, le parole straniere. Le nostre, di parole, saranno anche le stesse di Dante, Verga e Leopardi. Però, semplicemente, a volte non bastano. O meglio, potrebbero anche bastare. Si dice bastino circa 5000 parole per padroneggiare sufficientemente una lingua. E, mi dice la mia quotidiana esperienza, che, pensando a certi individui, quella è una stima alquanto all’ingrosso.

“Chi parla male, pensa male e vive male.
Bisogna trovare le parole giuste.
Le parole sono importanti!” Palombella Rossa

Le parole italiane, dicevo, potrebbero bastare. Ma siccome l’abbondanza linguistica e l’ampiezza lessicale non sono brutte malattie incurabili, direi che è, questo, un campo in cui l’eccesso non fa di certo male. Con, però, le dovute precisazioni. Trovo ripugnante l’uso di “metodologia” al posto di “metodo”, o di “tempistiche” al posto di “tempi”. Aborro il pomposo e lustrinato italiano di certi professionisti e ugualmente schifo l’inglesismo infilato in ogni più inutile anfratto di qualsiasi frase.

Sono, per esser chiari, tanto lontano da “l’individuo suddetto nella fattispecie e con tempistiche non metodologicamente compatibili procedeva alla messa in atto del provvedimento attuativo” e via andare, quanto dal “ok, cool, torno dal running poi ti briffo su quell’happening troppo top, massì easy vieni pure casual“.

E nemmeno so se è vero o no che gli islandesi hanno uno sfracello di parole per dire “neve” o se è solo una leggenda e, allo stesso modo, gli islandesi credono che i milanesi abbiano uno sfracello di parole diverse per definire la parola “nebbia“. Sono però convinto che le parole siano importanti, e che un “cheap” al momento sbagliato valga decisamente uno schiaffo. Quindi, ben venga a liste di questo tipo, ma senza eccessi. Perché, a ben vedere, Moretti giustamente si scaglia contro l’uso improprio tanto dell’inglese, quanto dell’italiano (“alle prime armi“).

E allora, care italiane e cari italiani, le parole straniere usiamole. Però facciamolo nel modo giusto, scegliendo quelle giuste. E, fidatevi, esistono. Esiste sempre la parola giusta. Per aiutarvi nelle vostre future scelte ecco qui sotto un insieme di parole belle, strane e straniere. Tutte prese dal Tumblr Otherwordly che presenta parole che sono otherworldly (col la L). Parole, cioè, che vengono da un altro mondo:

 

E giusto per non farci mancare niente, per chiudere, una serie d’immagini realizzate dalla neozelandese Anjana Iyer per il progetto Found in Translation. È girato davvero molto qualche mese fa, probabilmente già l’avete visto. Ma, comunque, per chi l’ha visto e per chi non c’era, eccone alcune:

 

 

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